Techno Sky sotto inchiesta!

A seguito dell’ultima segnalazione del Coordinamento delle RSU Techno Sky, finalmente, dopo molti anni di richieste analoghe, la Commissione di Garanzia per l’attuazione della Legge sullo Sciopero nei Servizi Pubblici Essenziali ha inteso intervenire non solo a censura dei lavoratori, ma anche per verificare la correttezza del comportamento aziendale nel corso delle agitazioni.

Techno Sky, da molto tempo, infrangerebbe la legge in vari modi: comandando in servizio il 100% del personale in sciopero, non adempiendo agli obblighi di comunicazione all’utenza e non fornendo i dati ufficiali sulla partecipazione alle agitazioni.

Dopo anni di reclami, la commissione di Garanzia ha finalmente inteso accogliere le prime richieste dei lavoratori, sottoposte tramite il Coordinamento Nazionale delle RSU, ed ha chiesto all’azienda Techno Sky di fornire urgentemente le evidenze circa la comunicazione all’utenza e la pubblicazione dei dati relativi alle partecipazioni agli scioperi.

L’articolo 13 della Regolamentazione Provvisoria del Settore Trasporto Aereo, attualmente in vigore ed emessa dalla Commissione di garanzia, che recepisce il testo coordinato delle leggi 12 giugno 1990, n.146 e 11 aprile 2000, N. 83, entrambi reperibili anche nel sito della Commissione, prevede che “Ai sensi dell’articolo 2, comma 6, della legge n. 146 del 1990, come modificata dalla legge n. 83 del 2000, le amministrazioni e le imprese che erogano i servizi curano la tempestiva e corretta informazione degli utenti in ordine alle prestazioni garantite e alle modalità di ripresa del servizio, dando precisa notizia sui propri siti web e sui mezzi di comunicazione di massa degli scioperi in calendario, e avvertendo delle difficoltà che, secondo le loro stime, dovranno essere affrontate dai passeggeri, compresi quelli provenienti dall’estero in transito negli scali nazionali. L’azienda comunica alle Organizzazioni sindacali proclamanti la data dell’informazione all’utenza

La seconda richiesta delle RSU riguarda la diffusione dei dati relativi allo sciopero, dato che dopo ogni agitazione non sono mai stati forniti i dati ufficiali di adesione raccolti dall’azienda.

I numeri sono importanti, perchè evidenziano come durante gli scioperi le attività di manutenzione vengano comunque ridotte per effetto dell’astensione dalle normali attività lavorative, infatti, da molto tempo, in assenza di determinazioni serie da parte aziendale e, soprattutto, in assenza di provvedimenti di limitazione dei diritti dei cittadini previsti dalla legge, primo su tutti il diritto a viaggiare tramite la cancellazione di voli, i dipendenti Techno Sky soggetti alla legge abbandonano tradizionalmente il posto di lavoro costituendo un “presidio” per l’eventuale sospensione dell’agitazione in caso di negazione all’utenza dell’unico diritto sul quale avrebbero impatto, cioè quello a viaggiare, dato che la sicurezza del traffico aereo è competentemente e continuativamente garantita da ENAV ed ENAC.

Per fare ciò, ai sensi della Delibera n. 15/26 del 2 febbraio 2015, sarebbe sufficiente pubblicare i dati “attraverso l’inserimento sul proprio sito internet istituzionale”, cosa che regolarmente non avviene per non dare importanza ad uno sciopero che, invece, potrebbe avere un impatto molto grande.

Questo primo atto, dopo molti anni di richieste, evidenzia come la tenacia e la determinazione siano alla base dell’azione sindacale in Techno Sky, un’azione sindacale giusta per il riconoscimento del ruolo corretto dei dipendenti oggi relegati da menti perverse in una società “satellite” che non ha ragione di esistere se non per pochi interessi privati, ed il cui mantenimento separato da “mamma ENAV” è solo un inutile costo economico e spreco di risorse a discapito di efficienza, trasparenza e razionalità, senza contare i possibili e, per fortuna, non ancora verificati effetti sulla filiera della sicurezza del volo.

INTERNALIZZARE e smetterla con questo inutile sistema di dipendenze è sempre più evidentemente necessario!

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