É questa la fine …?

Siamo arrivati alla fine? Forse, dipende per chi.

Vi ricordate dell’interrogazione al Parlamento Europeo? Beh, la Commissione ha risposto.

Giusto per rinfrescare la memoria, questo era il quesito depositato il 30 giugno 2016 con il numero E-005349-16:

“Interrogazione con richiesta di risposta scritta alla Commissione
Articolo 130 del regolamento
Sergio Gaetano Cofferati (S&D)

 Oggetto:  Requisiti per le organizzazioni riconosciute dal regolamento (CE) n. 550/2004    

Il 19 giugno 2015 l’autorità nazionale di vigilanza italiana (ENAC) ha rilasciato all’Ente nazionale per l’assistenza al volo italiano (ENAV) la licenza di fornitore di servizi ANSP, contenente la certificazione per la fornitura dei servizi di traffico aereo, comunicazione, navigazione, sorveglianza, meteorologici per la navigazione aerea e di informazione aeronautica per l’Italia, come previsto dal regolamento (CE) n. 550/2004.

I servizi di navigazione e sorveglianza sono però effettivamente svolti dalla società Techno Sky che, pur essendo interamente controllata da ENAV, non è parimenti in possesso, per ammissione dello stesso ente nelle relazioni di verifica dell’andamento societario, delle relative necessarie certificazioni.

  1. Ciò premesso, può la Commissione far sapere se ritiene legittimo il rilascio delle certificazioni per i servizi descritti a una società di servizi di traffico aereo che invece impiega personale esterno per il loro reale espletamento?
  2. Quali azioni intende intraprendere per assicurare il rispetto dei regolamenti in vigore concernenti la sicurezza del traffico aereo nei diversi Stati membri?”

Ora, il quesito era più che legittimo e, probabilmente, non deve aver colto di sorpresa la Commissione che, prima o poi, se lo aspettava, tanto che, probabilmente, era già in itinere qualcosa che tagliava definitivamente la testa al toro. Già, perché se non lo puoi addomesticare lo uccidi!

Al contrario che per quello Italiano, le interrogazioni al Parlamento Europeo di solito ottengono risposta in tempi non biblici, nel nostro caso, invece, sembravano troppo diluiti, finchè, il 4 agosto 2016 e con il Parlamento già con la testa nelle ferie estive … ecco qua! Un bell’emendamento alla regolamentazione sulla sicurezza aerea!

Troppa sicurezza al volo fa evidentemente male alle lobby, quindi si allargano le maglie ed ecco il testo integrale della risposta:

“Risposta di Violeta Bulc a nome della Commissione

La fornitura di servizi di navigazione aerea all’interno dell’Unione è soggetta a certificazione. Si applica il regolamento di esecuzione (UE) n. 1035/2011(1) della Commissione, che definisce la nozione di «organizzazione operativa», destinata a fornire i servizi ingegneristici e tecnici necessari al traffico aereo nonché i servizi di comunicazione, navigazione e sorveglianza. L’articolo 9 del suddetto regolamento prevede che l’autorità competente designata a tale scopo da uno Stato membro garantisca un adeguato e appropriato controllo in materia di sicurezza del personale ingegneristico e tecnico incaricato dall’organizzazione operativa di svolgere compiti connessi alla sicurezza.

 

Quando entrerà in vigore il 1° gennaio 2019, il regolamento (UE) n. 2016/1377 modificherà l’approccio attuale e proporrà di sostituire il concetto di «organizzazione operativa» con la nozione di «attività appaltate». Queste ultime includono tutte le attività che, nell’ambito delle operazioni del fornitore di servizi in conformità alle condizioni del certificato, sono svolte da altre organizzazioni che, se certificate, svolgono tali attività o che, se non certificate, lavorano sotto la supervisione del fornitore di servizi. In questo contesto i fornitori di servizi si accertano che le attività appaltate o acquistate siano conformi ai requisiti applicabili. Le disposizioni relative alle attività appaltate garantiscono che queste siano svolte sotto il controllo del fornitore di servizi certificato e assicurano che l’autorità competente abbia accesso ai locali e ai dati dei contraenti ai fini di sorveglianza.”

Capito? Si sostituisce il concetto di «organizzazione operativa» con la nozione di «attività appaltate» e si fa in modo che se il personale in appalto non ha le certificazioni necessarie, sia sufficiente che vi sia un supervisore nella società che le possiede.

Bene, se avete superato la sorpresa, vi diciamo perché abbiamo temporeggiato fino ad oggi per dirvelo, infatti, a prima vista, si tratta di una grandissima sconfitta l’internalizzazione e per il comitato, ma invece non è così: abbiamo aspettato solo perché volevamo capire quali implicazioni ed impatti avrebbe potuto avere su Techno Sky questa incredibile novità.

Oggi lo sappiamo: poter appaltare un servizio certificato sotto supervisione, riapre lo scenario ben conosciuto degli appalti e dei contratti.

Resta un problemino piccolo, piccolo: se un tempo la proprietà aziendale era controparte sindacale ma partner per la continuità contrattuale, dato che anche lei ci guadagnava, oggi la proprietà non è controparte sindacale e non ha nemmeno più un reale interesse nella continuità del nostro servizio, anzi, ogni centesimo dato a Techno Sky in regime di monopolio toglie risorse alla proprietà ENAV, quindi meglio appaltare al ribasso … a gara?

Vedremo, cosa succederà adesso nessuno lo sa per certo, noi possiamo solo formulare ipotesi sulla base di quanto già storicamente conosciamo, e dunque: qual è stata la prima società che ha “perso l’appalto” con ENAV?

In cascata, si potrebbe forse dire il consorzio ECTRO e se così fosse dovremmo chiederci come è finita. A grandi linee Techno Sky (ai tempi Vitrociset) davanti al problema occupazionale posto dal sindacato aveva assunto solo pochi dei tecnici ed operai già al lavoro, abbandonando al loro destino tutti gli altri.

Quello dei quadri aziendali e dei responsabili non era un problema di entrambi e sono stati i primi a farne le spese.

Certo, il consorzio ECTRO era formato da altre aziende che pur non chiudendo hanno spostato il personale in altre aree o lo hanno nesso in mobilità. Il risultato netto è che pochi operativi si sono “salvati” a discapito di quadri e capetti.

Ma la storia la conoscono tutti, cosa ha a che fare questo con noi?

Beh, se tanto ci da tanto la ECTRO di allora siamo oggi noi, anzi, persino peggio, un “servizio in appalto” permesso dalle orme rende il personale Techno Sky, anche se altamente specializzato ed addestrato, identico al personale delle imprese di pulizia, mense, etc., tutti servizi in appalto, per i quali si va normalmente a gara al ribasso ed ad ogni cambio di appaltante si riduce il personale e gli stipendi. Chiedete in giro.

Lo scenario possibile e molto verosimile, dati gli ultimi risparmi all’osso, è che a questo punto ENAV, supervisore e controllore del servizio, mandi in gara le nostre attività, al ribasso, e che la società che vince l’appalto, che non ha necessità di certificazioni, assuma, assorbendolo, un tot di personale tecnico indispensabile, diciamo 200/250, massimo 300, su 450 circa, lasciando il resto e gli amministrativi, che non gli servono, nell’azienda Techno Sky, che può anche essere liquidata con una bella procedurina di mobilità, e chi s’è visto s’è visto.

Così si risolve il problema di entrare nei trasporti e/o nel nuovo CCNL “servizi complementari” (forse qualcuno già sapeva…) e del nostro ruolo nel sistema.

Siamo catastrofici? Forse, ma forse no, siamo realisti e pensiamo ancora di più che se prima l’internalizzazione era una possibilità, oggi è una necessità: entrare in ENAV è una priorità su tutto, per stabilizzare la nostra attività, instabile da sempre, e per garantirci un futuro.

Se prima potevamo pensare alle cause e/o dividerci sui dettagli, oggi si deve puntare diritto al nocciolo: internalizzazione o niente!

Il resto è noia.

Uniamoci, finalmente, non nel comitato, ma in quello che volete voi, nel sindacato di base, nei comitati spontanei, nell’azione comune organizzata, … in quello che si vuole, ma uniamoci!

Questo è il momento di entrare in ENAV, aspettare ancora è solo un suicidio collettivo dal punto di vista del lavoro e del nostro futuro, non solo della nostra dignità.

Le soluzioni ci sono, sono a portata e possono essere conseguite, è sufficiente che cominciamo a parlare di un solo obiettivo, tralasciando contratti, slogan e populismi, che ci interroghiamo se conosciamo qualcuno personalmente o ci possiamo arrivare, deputato o giornalista che sia, e che, si cominci ad organizzare non solo scioperi per la “parificazione economica e normativa dei trattamenti tra il personale Techno Sky e ENAV”, ma per l’”assorbimento in massa di tutto il personale Techno Sky in ENAV” eliminando l’attuale contratto di programma e scongiurando i futuri appalti, che prima o poi qualche concorrente invocherà a suon di carte bollate.

Leggiamo spesso uno slogan: “UNITI SI VINCE”, mettiamolo in pratica!

Stampa