Il nuovo corso che fa paura a tutti

Foto Roberto Monaldo / LaPresse13-02-2011 RomaInterniManifestazione "Se non ora quando ?" per la dignita' e i diritti della donne dopo le vicende che hanno visto protagonista Berlusconi e l'utilizzo delle ragazze nelle sue feste privateNella foto Un momento della manifestazionePhoto Roberto Monaldo / LaPresse13-02-2011 RomeDemonstration for the dignity and rights of women after the Rubygate and the use of women in private parties of BerlusconiIn the photo A moment of demonstration

A Milano la RSU si è dimessa a seguito di una partecipata assemblea nella quale i lavoratori Techno Sky hanno manifestato all’unanimità l’insofferenza verso una situazione di precariato istituzionale che, nonostante le promesse aziendali e sindacali, continua in una tendenza negativa a discapito di stabilità, serenità e professionalità dei dipendenti Techno Sky.

QUALI SINDACATI

Se le strutture sindacali sono così remissive nei confronti aziendali ci sarà una ragione, analizziamola.

I sindacati presenti da sempre in Techno Sky, prima Vitrociset e prima ancora CISeT, sono sostanzialmente tre: FIM CISL, FIOM CGIL e UILM UIL.

La cosiddetta triplice che da sempre è presente, con un distinguo, intorno agli anni ’90 da una sorta di “dissenso” interno alla CISL si è presentata una nuova federazione sindacale, la FISMIC, che a sua volta aderisce alla CISL, lasciando immutato il panorama tradizionale.

É solo da un paio di anni che sulla scena si è presentato un altro sindacato, l’UGL, che è presente sia con i trasporti che con i metalmeccanici. Novità di questo sindacato, oltre ad essere il primo di destra della storia, è che ai vertici nazionali non sono presenti solo “corpi estranei”, vale a dire segretari sindacali imposti ai lavoratori e potenzialmente interessati più alla loro poltrona che agli interessi dei lavoratori, no, ai vertici nazionali sono stati “nominati” un paio di dipendenti Techno Sky, così che il “nazionale” UGL risulti un nostro collega.

Fin qui sembrerebbe tutto chiaro, CGIL, CISL e UIL sono presenti in Techno Sky con segretari nazionali sconosciuti ed esterni, mentre i corrispondenti UGL sono colleghi, proprio come avviene in ENAV per le tre predenti sigle.

FINALITA’ COMUNI

Esiste, però, un denominatore comune, in nessuna di queste associazioni sindacali questi funzionari sono espressione dei lavoratori, in tutti i casi sono persone “nominate” da altri estranei che potenzialmente conservano interesse per la propria poltrona più che per i lavoratori che dovrebbero essere chiamati a tutelare e, quindi, nemmeno i due colleghi “nominati” sono indipendenti.

Tutti subordinati a delle “nomine” sindacali da parte di associazioni auto referenziate e, soprattutto, “riconosciute” dall’azienda.

Qui il cerchio si chiude, infatti dopo un anno di agitazioni e quattro scioperi gestiti in modo indipendente dalle RSU Techno Sky, tutti questi soggetti si sono riuniti a Roma con la DA Techno Sky per negoziare esattamente il contratto che le RSU hanno dichiarato di rifiutare così com’è, e non è nemmeno un problema legato al settore merceologico, ma alla sostanza dei suoi contenuti, in modo trasversale.

LAVORATORI INASCOLTATI

La situazione attuale è che cinque sigle sindacali metalmeccaniche, FIM, FIOM, FISMIC, UILM e UGLM sono convinte che si debba “armonizzare” un CCNL “Trasporti” sezione “Servizi Complementari” al CCNL “Metalmeccanici” ed all’Integrativo aziendale Techno Sky, per poter consentire una maggiore integrazione dei servizi forniti da Techno Sky con quelli ENAV.

E finalmente siamo arrivati in fondo: con quale mandato? Con quale diritto? Con quale scopo?

Tutte domande legittime alle quali non ci sarà risposta se non a contratto già firmato e valido, in comune accordo con la DA che ha già firmato il contratto “Trasporti” nella sezione a noi destinata con i quattro “Nazionali Trasporti”, a noi estranei e senza il nostro minimo coinvolgimento.

Uffa! Non se ne può più, deve aver detto l’assemblea di Linate.

Uffa! Non se ne può più, si sente dire un po’ da tutta Italia.

Così la prima assemblea di lavoratori liberamente costituita ha detto basta a questo stato di cose ed a questo metodo e la RSU si è dimessa per poter provvedere a nuove elezioni.

UN NUOVO CORSO

Cosa fare in alternativa, come agire in una situazione dove pochi oligarchi estranei all’azienda controllano i negoziati in apparente accordo con la DA?

Ecco che l’unica strada percorribile è quella di diventare protagonisti delle nostre istanze e fondare un nuovo sindacato, questa volta, però, autonomo!

L’autonomia sindacale è da sempre il cruccio del coordinamento delle RSU, come avere voce in capitolo se anche a termine di legge non si hanno grandi diritti?

Ci aveva provato negli anni ’90 qualcuno a Fiumicino, iscrivendo il personale in massa al sindacato SULTA, facente capo al trasporto Aereo, ma con nessun risultato, dato che il settore merceologico non era quello corretto ed il campo operativo decisamente ristretto, oltre ad una situazione legale tra le aziende totalmente indifferente: un’azienda privata in appalto da un ente pubblico.

Negli anni dal 2006 ad oggi, forse avrebbe potuto avere successo, ma nessuno ha percorso la strada, certamente meno complicata, dato che da allora la situazione era di una azienda di proprietà dello stato posta sotto il controllo di un ente pubblico che fornisce prestazioni in regime di affidamento “in house” all’ente stesso.

Oggi, le cose sono mutate ancora ed in modo non più tollerabile e, se possibile, devastante: il servizio che fino a ieri poteva godere di una qual certa stabilità, essendo fornito da un’azienda unica in Italia, di proprietà di un ente che doveva produrre in proprio in servizio, è divenuto precario, dovendo sottostare alle leggi europee che lo hanno declassato a “semplice appalto”.

Il pericolo è alle porte, tra la possibilità che appaltatori esterni possano smembrare l’azienda e/o che questo avvenga direttamente da parte dell’ente pubblico, serve prima di tutto “stabilità”.

Per fare ciò ed organizzare i lavoratori servono sindacati che li ascoltino e li supportino e, non esistendo simili soggetti in vista, si rende necessario “cercare nuovo spazi sindacali” che possano farlo.

Le dimissioni della RSU di Linate sono un primo passo, un sindacato capace di realizzare questi propositi esiste e non è un sindacato con funzionari esterni e precostituiti, si tratta di un sindacato a struttura federale, vale a dire una associazione tra sindacati autonomi il cui controllo è nelle mani dei lavoratori di ogni singola azienda che, tramite elezioni, designano i propri rappresentanti che, a loro volta, indicano i propri coordinatori.

COORDINATORI E NON SEGRETARI SINDACALI

“Coordinatori” e non “segretari”, la differenza è grande e sostanziale, infatti se vogliamo finalmente riscattare la nostra situazione e rivendicare il nostro ruolo all’interno del sistema di assistenza al volo dobbiamo estraniarci completamente delle logiche fin qui perseguite in accordo con l’azienda.

Serve allontanarci il più possibile dal fatto che un sindacato sia un ente autonomo che ascolta i lavoratori quando vuole e conosce i loro bisogni meglio di loro stessi ed agire attraverso persone indicate dai lavoratori su mandato di questi e per questi operanti ed in pieno coinvolgimento con essi: non solo colleghi ma anche eletti dai colleghi e da questi destituiti se tradiscono il mandato.

Un sindacato così costituito esiste ed è trasversale ai “settori merceologici” tradizionali, perchè non legato alla missione aziendale ma ai lavoratori che rappresenta, con uno statuto a disposizione del personale e non blindato su “segreterie” autonome e differenziate dalla base.

Le elezioni di Linate vanno in questa direzione, presto sveleranno il mistero sindacale, ma fanno già paura all’azienda ed ai “nazionali” di tutte le sigle, tanto che questi sono già partiti alla contro offensiva e tanto da annunciare riunioni alle quali questi fantomatici “nazionali” parteciperanno per parlare con i lavoratori, con quei lavoratori che non hanno mai considerato fino ad ora, dato che finchè stavano zitti non erano importanti, con quei lavoratori che quando aprono bocca fanno paura perchè evidenziano il loro essere distanti dagli interessi di base, con quei lavoratori che, speriamo, vomiteranno loro addosso tutte le colpe e le ragioni della scelta di proseguire in modo autonomo.

Un sindacato dei lavoratori Techno Sky per i lavoratori Techno Sky.

Uniti, finalmente, vinceremo.

Alla prossima puntata con il mistero risolto.

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