ART. 28. (REPRESSIONE DELLA CONDOTTA ANTISINDACALE)

CHI PARLA E CHI FA

Sentiamo parlare da tempo di articoli 28 vinti contro la DA, piattaforme segrete depositate presso notai garanti ed ogni genere di sciocchezze, sempre senza alcuna conferma, in USB, invece, si fa sempre quello che si dice e si dice solo quello che si farà davvero, il resto è molto più che noia: è fastidio vero.

Il giorno 27 aprile 2018 l’avvocato Faranda del sindacato USB ha depositato il ricorso che avevamo annunciato e che qui presentiamo, sono molte pagine, ma molto, molto interessanti, soprattutto sotto il profilo del diritto, dato che molti ci contattano chiedendoci che tipo di legittimità abbia USB.

Tutto scritto e certificato, fatti e non parole, DA LEGGERE BENE E CAPIRE BENE, le chiacchiere stanno sempre a zero.

Scarica qui il testo depositato

Riportiamo di seguito il testo integrale dell’articolo 28 della legge 300/1979

“ART. 28. (REPRESSIONE DELLA CONDOTTA ANTISINDACALE)

Qualora il datore di lavoro ponga in essere comportamenti diretti ad impedire o limitare l’esercizio della libertà e della attività sindacale nonché del diritto di sciopero, su ricorso degli organismi locali delle associazioni sindacali nazionali che vi abbiano interesse, il pretore del luogo ove è posto in essere il comportamento denunziato, nei due giorni successivi, convocate le parti ed assunte sommarie informazioni, qualora ritenga sussistente la violazione di cui al presente comma, ordina al datore di lavoro, con decreto motivato ed immediatamente esecutivo, la cessazione del comportamento illegittimo e la rimozione degli effetti.

L’efficacia esecutiva del decreto non può essere revocata fino alla sentenza con cui il tribunale definisce il giudizio instaurato a norma del comma successivo.

Contro il decreto che decide sul ricorso è ammessa, entro 15 giorni dalla comunicazione del decreto alle parti, opposizione davanti al tribunale che decide con sentenza immediatamente esecutiva.

Il datore di lavoro che non ottempera al decreto, di cui al primo comma, o alla sentenza pronunciata nel giudizio di opposizione è punito ai sensi dell’articolo 650 del codice penale.

L’autorità giudiziaria ordina la pubblicazione della sentenza penale di condanna nei modi stabiliti dall’articolo 36 del codice penale.”