NON CI RESTA CHE PIANGERE

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SE NON FOSSE TRISTE DOVREMMO RIDERCI SOPRA

Lo sosteneva già Giordano Bruno: “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”

Con un magistrale colpo di mano dell’ultima ora è stato convocato, pare su richiesta esclusiva del nazionale FIOM, l’Esecutivo del Coordinamento nazionale delle RSU Techno Sky per i giorni 15 e 16 dicembre, aprendo in esclusiva una nuova era: dopo il turismo sindacale, il sindacalismo della domenica.

O forse dovremmo dire del sabato, infatti il giorno 16 è proprio sabato, prima mondiale delle trattative da week end da quando l’azienda si chiamava ancora C.ISe.T. e mai prima d’ora praticata, nemmeno quando la vera ed unica “armonizzazione dei trattamenti” mai avvenuta, nel 1994, aveva impegnato le rappresentanze giorno e notte in estenuanti discussioni che avevano prodotto l’unico, seppur limitato ed ampiamente criticabile, documento ancora valido ed applicato a tutela dei lavoratori in Techno Sky.

A dicembre 2017, dopo oltre due anni di inutili incontri, si corre ora verso non si sa quale soluzione frettolosa: “la gatta frettolosa fece i gattini ciechi”, speriamo che qualche nazionale affamato di accordi a tutti i costi non faccia scempio di dipendenti licenziati.

QUALCOSA SI MUOVE

In questo scenario ormai parossistico, nel quale trionfa l’infingardaggine generale nella speranza di racimolare ancora qualche sporco centesimo, fortunatamente sembrano esserci ancora segni di vita intelligente in azienda e qualche RSU comincia ad usare la parola INTERNALIZZAZIONE almeno nei dialoghi privati…

Questo incredibile termine, usato per primo proprio da ENAV nei suoi piani industriali di inizio millennio e perorato a quel tempo persino dai sindacati trasporti ENAV che arrivavano a scrivere lettere al governo in tal senso, è poi diventato un tabù per il quale sono stati necessari quattro scioperi prima che noi del comitato si potesse, per primi ed unici, utilizzarlo.

A partire dal 2016 si parlò dapprima di “parificazione economica e normativa dei trattamenti tra il personale Techno Sky e ENAV“, poi di “unificazione delle normative contrattuali ed economiche, a parità di mansione, tra i lavoratori Techno Sky ed ENAV“, dopo di “parificazione dei trattamenti economici e normativi con Enav“, ancora di “armonizzazione con il contratto del trasporto aereo” voluta dall’azienda prima di arrivare agli scioperi con la motivazione: “parificazione economica e normativa dei trattamenti tra il personale Techno Sky e Enav, a parità di mansioni“.

Il significato, ovviamente, era di applicazione della stessa sezione contrattuale destinata ai dipendenti ENAV e non certo solo dello stesso contratto contenete tre parti differenti e fortemente discriminatorie tra i lavoratori dello stesso settore, cosa vergognosa già al solo pensiero.

In ogni caso, trascorso un anno con la complicità di “segretari” sindacali esterni ai lavoratori Techno Sky, la partita fu presa in mano dalle “segreterie nazionali” esautorando le RSU da qualsiasi decisione ed avviando una noiosa stagione di sterili riunioni “private” dove si parlava di “omogeneizzare i diversi livelli organizzativi” presenti in Techno Sky ed in ENAV ed infine di “armonizzazione” dei trattamenti per il passaggio al CCNL trasporti prevedendo una sola opzione: l’applicazione a i dipendenti Techno Sky della sezione “Servizi Complementari” e non la normativa destinata ai dipendenti ENAV e conseguente reale parificazione.

Morale: il Coordinamento Nazionale delle RSU Techno Sky, a qualunque sigla sindacale appartengano, non conta nulla e non è riconosciuto dall’azienda come interlocutore reale.

INTERNALIZZAZIONE

La stabilizzazione e la razionalizzazione delle attività di conduzione e manutenzione tecnica, ma anche di quelle di progetto e di sviluppo degli impianti, è palese siano funzionali a risparmioefficientamentoregolarità e sicurezza del traffico aereo, ma osteggiate da una certa lobby interna all’azienda ENAV che pensa di salvare il proprio posto di lavoro ed i privilegi ad esso ancora annessi tenendo fuori il personale Techno Sky dall’ente.

Questo non è solo sbagliato, ma dovrebbe essere da tutti additato, se la parola vincente è INTERNALIZZAZIONE, questa dovrebbe essere detta da tutti senza vergogna e remore, la vergogna dovrebbero provarla coloro che la osteggiano, se tutti i dipendenti Techno Sky anche solo pronunciassero insieme quella parola, qualcuno sarebbe costretto a darci ascolto, anche senza tanti scioperi e fatiche, non solo volere è potere, ma è vero quello che tutti pensano e sanno essere vero: secondo Albert Einstein “Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa“.

Non serve essere intelligenti, ma forse può essere utile essere sprovveduti, come pensiamo di esserlo un po’ noi del Comitato.

NON IMPORTA CHI, MA IMPORTA COSA

Noi del CITSE e le RSU USB siamo pronti da tempo, non importa CHI dice le cose, importa COSA dice, il resto lo faremo insieme pienamente disponibili a condividere il percorso e le azioni con chiunque parli la nostra stessa lingua ed usi i nostri stessi termini: insieme, tutti insieme.

Va quindi da se che:

  • se ci saranno iscrizioni ed elezioni di RSU in USB, saranno il CITSE ed USB ad organizzare le iniziative per l’internalizzazione del personale Techno Sky in ENAV
  • se verranno organizzate da qualcun altro soggetto iniziative per l’internalizzazione del personale Techno Sky in ENAV, il CITSE ed USB vi parteciperanno senza riserve.

Libertà di scelta e libertà di azione nel totale disinteresse privato, cosa che non è sempre così chiara per altri soggetti.

LA LOTTA

La lotta è l’unico modo per ottenere qualcosa, nessuno darà mai nulla per nulla, ma le forme di lotta sono tante e non sempre e necessariamente gli scioperi, noi del CITSE USB abbiamo fantasia, immaginazione, avvocati come consulenti e qualche buon contatto politico, con un mix di azioni mirate si può fare molto e valutare successivamente come proseguire.

Per assurdo, se tutti ed 800 i dipendenti Techno Sky sottoscrivessero una richiesta di internalizzazione qualcuno avrebbe già un problema e nessuno potrebbe più ignorarci, eppure, un’azione così semplice, pacifica e voluta da tutti sembra ancora ardua da immaginare.

Altri strumenti, ma sempre di lotta, per i quali sono necessarie due cose: adesioni e rappresentanza, senza non si va da nessuna parte.

Attendiamo quindi il risveglio da questo assurdo torpore che sta uccidendo tutti, nessuno vuole lo spacchettamento aziendale che ci attende, tutti lo subiremo, ma i più stanno a guardare il dito aziendale, mentre noi indichiamo la luna.

LA CASSAZIONE

Notizie dallo studio legale che segue la causa in corso:

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