MEGLIO TARDI CHE MAI

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TRATTATIVE INUTILMENTE LUNGHE

L’attuale trattativa per il passaggio di settore iniziò ufficialmente il 21 gennaio 2015, quando il Coordinamento Nazionale delle RSU Techno Sky fu convocato ed Assocontrol annunciò a sorpresa l’intenzione di applicare ai dipendenti il nuovo CCNL TA Sezione ATM, appena approvato, che conteneva una parte pensata e scritta appositamente per noi.

Da allora sono trascorsi TRE ANNI e da una richiesta iniziale formulata dall’azienda che proponeva in cambio aumenti salariali, siamo arrivati oggi ad avere un tavolo completamente ribaltato: esclusa solo USB, sono oggi le OOSS a chiedere con forza il passaggio, addirittura dando la disponibilità a cedere qualcosa all’azienda.

Tre anni, non uno o due, di trattative, senza uno sciopero od una vertenza, sono per noi decisamente troppo lunghi ed eloquenti, ma finalmente qualcuno comincia ad accorgersi del tranello, perché mentre noi siamo distratti in questo gioco aziendale il mondo intorno non si ferma e soprattutto non si fermano coloro che lavorano contro di noi e portano avanti trattative concrete su altri tavoli, che cambiano le basi di trattativa e vanificano gli sforzi compiuti.

Alla fine nessun passaggio, niente soldi e futuro incerto.

QUALCUNO SI SVEGLIA

I primi ad accorgersene, dopo di noi, sono stati forse i lavoratori, e per questo un comunicato a firma FIOM Nazionale il 14 febbraio 2018 titolava “TECHNOSKY/ENAV: ORA BASTA!” e conteneva eloquentemente: “Dopo oltre un anno di trattative a dicembre, nell’ultimo incontro con l’azienda, non si è riusciti a chiudere un’intesa in particolare su due punti: l’inquadramento corretto dei 5s nella nuova classe professionale e le prospettive retributive e di carriera dei 7Q.

Quindi “dopo oltre un anno di trattative” la soluzione sarebbe ora sostenere con iniziative mai fatte prima la semplice richiesta di proseguire la discussione: “Poiché non siamo disponibili a far naufragare tutto e non capiamo l’atteggiamento dell’azienda che sembra risentire di logiche e iniziative estranee alla trattativa, comunichiamo la nostra disponibilità a riprendere immediatamente il confronto e, qualora non ci fossero segnali positivi dalla Technosky in tal senso, saremo costretti ad aprire una vertenza su tutto il territorio.

Immediatamente giungeva anche una pseudo raccolta di firme spontanee, ma si dice promossa dallo stesso sindacato e destinata ai soli centri operativi degli aeroporti di Fiumicino, Urbe e Ciampino, citava “Dopo oltre due anni di lavori da parte delle commissioni tecniche e di svariati incontri tra Sindacati ed Azienda…

In linea con il comunicato FIOM, “Dopo oltre due anni di lavori“, le firme servirebbero a chiedere “un incontro urgente fra le organizzazioni sindacali e Assocontrol al fine di completare il percorso per il passaggio di contratto (a partire dal 1 Gennaio 2019) da quello Metalmeccanico a quello del Trasporto Aereo.

Ma ecco che, a data 15 febbraio 2018, qualche giorno dopo arrivava l’intervento anche di FIM, UILM e FISMIC, con un comunicato dal titolo simile: “TECHNOSKY/ENAV: Un confronto infinito!

Nel testo: “A distanza di un anno e dopo tanti incontri e tentativi di trovare un accordo, la trattativa si è interrotta lo scorso dicembre su alcuni elementi di fondamentale importanza per la delegazione sindacale: l’inquadramento dei 5s nella nuova classe professionale e le prospettive retributive e di carriera dei 7Q.

Anche queste OOSS sembrano impazienti, “A distanza di un anno e dopo tanti incontri“, ma finalmente la soluzione dell’arcano diventa più chiara: “Le condizioni che oggi rileviamo ci consegnano uno scenario industriale mutato nel quale ENAV sta operando e che tratteggia direttrici di sviluppo futuro che passano per scelte industriali decise.

Come più volte da noi evidenziato gli scenari sono in movimento mentre noi siamo immobili, convinti come l’asino che la dolce carota prima o poi arriverà, mentre l’unica certezza è il bastone che costantemente ci colpisce.

Enav sta, dunque, continuando ad operare in direzione di una forte spinta ai ricavi“, aggiungono FIM, UILM e FISMIC, “la ripresa del confronto fra ENAV e le OO.SS del trasporto aereo crea forti incertezze e difficoltà a causa della posizione assunta da ENAV, incertezze che rischiano di minare le basi su cui si era ipotizzata l’operazione di cambio di contratto per i lavoratori di Technosky alimentando forti perplessità su una operazione che ogni giorno di più perde l’appeal di cui inizialmente era adornata.

Tutto ciò unitamente alla eccessiva enfasi che TECHNOSKY/ENAV continua a porre sul problema dei costi atteso in tale progetto di passaggio, ci fa sorgere il dubbio che forse il problema non sono tanto i costi delle persone quanto la possibilità di distribuire il dividendo agli azionisti.

In assenza di concreti segnali positivi in grado di sbloccare l’impasse saremo costretti ad aprire una vertenza di carattere generale che tenga conto anche della necessità di procedere al rinnovo della contrattazione di secondo livello.

Possiamo quindi riassumere i dati oggettivi da questo scritto desunti:

  • Enav sta, dunque, continuando ad operare in direzione di una forte spinta ai ricavi
  • la ripresa del confronto fra ENAV e le OO.SS del trasporto aereo crea forti incertezze e difficoltà … che rischiano di minare le basi su cui si era ipotizzata l’operazione di cambio di contratto per i lavoratori di Technosky”
  • “forti perplessità su una operazione che ogni giorno di più perde l’appeal di cui inizialmente era adornata.”
  • “eccessiva enfasi che TECHNOSKY/ENAV continua a porre sul problema dei costi”
  • “fa sorgere il dubbio che forse il problema non sono tanto i costi delle persone quanto la possibilità di distribuire il dividendo agli azionisti.”
  • “aprire una vertenza di carattere generale che tenga conto anche della necessità di procedere al rinnovo della contrattazione di secondo livello.

Questa volta, però, la soluzione prospettata prende una direzione leggermente differente: chiudere la trattativa per il passaggio di settore in tempi ragionevoli o procedere con il rinnovo dell’integrativo aziendale.

UN DOCUMENTO CONDIVISIBILE ANCHE DA USB

Al netto dell’affermazione di procedere con l’integrativo aziendale per il solo fatto che non vi è mai stata una reale discussione interna in USB che privilegia fin dal principio l’internalizzazione come obiettivo finale, il documento FIM UILM e FISMIC contiene elementi generali assolutamente condivisibili e quindi pienamente sottoscrivibile anche da USB.

Il solo rammarico risiede nel costante rifiuto, in linea con quello aziendale, di tutte le OOSS presenti in Techno Sky a non voler parlare con tutti i lavoratori ed escludere dal dialogo con loro USB, preferendo sostenere campagne illusorie e di divisione tra il personale.

Tutto ciò non genera alcun beneficio ai lavoratori, ma produce sicuri vantaggi per l’azienda che ha interesse a continuare a mostrarci la sua effimera carota per poter continuare a bastonare liberamente il personale.

NON SENZA DI NOI

Quando fu costituita internamente all’azienda il gruppo USB l’operazione era chiara: sganciarsi dalle logiche di sindacati che ormai sono aziende autonome con dipendenti esterni da mantenere e che fanno mediazioni a loro vantaggiose con le aziende.

USB dava ed ancora dà questo vantaggio: la struttura legale serve a rendere legittima l’azione davanti alla legge, vale a dire ad essere da essa “riconosciuta”, senza per questo doversi piegare a logiche di organizzazione del tutto estranee alle nostre necessità, soprattutto quando il settore di riferimento non è quello che vorremmo.

USB è “riconosciuta” legalmente da Techno Sky, che gli versa senza battere ciglio i contributi sindacali, ma anche da Magistratura e Ministeri, quello che la sola DA non fa è solo invitare spontaneamente USB alle sue giornate con le altre strutture sindacali ed il fatto che qualche attivista sostenga queste strutture esterne con modalità da hooligans sfegatati aumenta solo le separazioni tra lavoratori.

Rimasti soli ed in assenza di poterci confrontare con gli altri sindacati abbiamo scelto ed avviato autonomamente la campagna che ci è apparsa più ragionevole: l’internalizzazione.

Non possiamo ancora sapere se avremo ancora ragione noi nel futuro, quello che sappiamo è che abbiamo tutti torto nel non volerci parlare francamente e prendere decisioni unitarie FRA LAVORATORI e senza OOSS ad influenzarci.

Oggi, dopo tre anni nei quali il tavolo si è ribaltato, l’impossibile è più vicino, mentre il miraggio del possibile si allontana, altrimenti non si penserebbe a tornare indietro, restare metalmeccanici e negoziare l’integrativo.

Il tempo dei regali è finito moltissimi anni fa, oggi si conquista tutto e con grande fatica, pensare ad un passaggio di settore come soluzione finale non è solo sterile, ma non garantisce nessuno: il 1° gennaio 2019 si apriranno i mercati agli appalti dei servizi, non solo di manutenzione, e c’è da scommettere che ENAV non ci metterà molto a cercare un’ulteriore riduzione dei costi appaltando il servizio ad altri, magari venuti da lontano.

Chiedete alle guardianie, in questi giorni si rinnova l’appalto e tutte le guardie giurate saranno sostituite da altre, in barba ai contratti di lavoro che prevedono la “clausola di salvaguardia” dell’assunzione del personale già presente, la nuova impresa appaltante ha già detto che andranno tutti a casa.

Sappiamo tutti bene di cosa stiamo parlando, il tempo ci sta dando ragione, ma è anche tiranno, da una parte sta evidenziando che il lavoro fatto in tre anni è del tutto inutile se cambiano nel frattempo gli scenari, come era prevedibile, e dall’altra parte è amico, perché piano piano sta producendo coesione tra coloro che si rendono conto che non ne resta molto.

Forse un giorno riusciremo a parlarci ancora per stare tutti insieme, speriamo solo non sarà troppo tardi per recuperare.

Noi siamo disponibili e la struttura USB sta con noi!

Possiamo ancora unirci, possiamo ancora vincere.