LACRIME E SANGUE PER I DIPENDENTI TECHNO SKY

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Dopo un anno di assenza e sei mesi di ritardo sull’informativa prevista nel  CCIA l’azienda ha convocato tutte le RSU ed ha comunicato le sue intenzioni operative per l’immediato futuro.

Il nuovo Capo del personale ENAV Ranieri, proveniente da ILVA, ha affermato che è pronto a firmare anche immediatamente il passaggio di settore e si è raccomandato di non mancare alle riunioni che saranno calendarizzate perché a suo modi di vedere per il 1° gennaio 2019 dovrà essere applicato.

Mentre un paio di sindacati che si sono spesi molto per questo evento già esultavano, abbiamo immediatamente formulato dopo la domanda se oltre all’applicazione del nuovo contratto seguirà, contemporaneamente o meno, anche l’assorbimento di Techno Sky in ENAV eliminando questo assurdo sistema di finti appalti.

La risposta non ha lasciato dubbi, Ranieri ha detto certamente no, anzi, si andrà nella direzione opposta con la creazione di più aziende possibili che si occuperanno di settori specifici, TBT, RADAR, tecnologici, reti informatiche, sviluppo software, progettazione e chi più ne ha più ne metta.

Come avverrà questa cosa è stato detto più tardi, quando il nuovo AD Gasparri ha illustrato come presso l’edificio dell’ACC di Ciampino si stia già allestendo un TOC (Technical Operation Center) nazionale, dove un SOC (Supervisor Operation Center) impiegherà circa 45 persone per una Sala Regia di supervisione unica nazionale che si occuperà della gestione remota di tutte le operazioni di intervento e ripristino per tutti i sistemi di assistenza al volo ENAV presenti sul territorio italiano attraverso squadre “mobili” che saranno generate sul  territorio e che non genereranno alcun trasferimento di personale dai siti.

Questo nei progetti produrrà una riduzione del costo del lavoro pur non avendo impatto sul personale in quanto le attuali carenze in alcuni siti saranno gestite attraverso il turnover dei lavoratori dovuto ai pensionamenti senza sofferente e senza alcun ridimensionamento degli organici che saranno mantenuti uguali agli attuali.

Solo i centri di Monte Settepani e Monte Erice saranno chiusi nell’arco di due mesi, ricollocando il personale tenendo conto il più possibile di far incontrare le esigenze aziendali con quelle dei lavoratori.

L’entrata in esercizio dell’intero sistema è previsto, previa formazione del personale e validazione degli apparati, per autunno 2019.

Insomma, lacrime e sangue e nessun futuro certo, esattamente il contrario di quanto propagandato da alcuni che volgiamo sperare non abbiano semplicemente capito cosa succede e non siano parte attiva interessata e complice.

Chi dice che tutto ciò è merito delle iniziative di lotta per il passaggio di settore, chi per merito della sua grande capacità politica e negoziale, quello che sappiamo noi è che tutto questo non è compatibile con il raggiungimento della massima sicurezza della continuità della garanzia del servizio di assistenza al volo introducendo nuovi e più complicati filtri tra il controllore ed il tecnico sul campo e certamente non economico per la moltiplicazione delle figure gestionali intermedie che sono pagate attraverso i risparmi effettuati sul personale tecnico che vede solo un aumento della pressione e dei carichi di lavoro pericolosissimi in presenza di guasti multipli sui sistemi che già oggi si fatica ad affrontare.

Continui fermi di sistema su impianti nuovi, ma già obsoleti e senza ricambi, carenze di personale recuperate che attraverso una mobilità sempre più elevata sul territorio per evitare di presenziare contemporaneamente più luoghi, continue problematiche di formazione, carenza di strumentazione ed organizzazione del lavoro sono già in atto, il passaggio di settore, come da noi sempre sostenuto, non è certo un problema e nemmeno una soluzione, la soluzione migliore la conosciamo tutti, ma qualcuno continuerà a negare fino a quando non ci sarà più speranza per nessuno, il personale ed il servizio.

Su questo il personale controllore che immagina di poter ancora essere intoccabile dovrebbe interrogarsi e finalmente ammettere che una partnership con il personale tecnico gioverebbe a tutti, invece di preferire continuare a chiedere retribuzione per sé in cambio di responsabilità assurde, come l’incidente Svizzero e quello di Linate dovrebbero invece aver già insegnato.

Il nuovo governo e le mutate condizioni politiche ci danno la possibilità di intervenire, finalmente, questo è il pericolo che un management orientato all’interesse bancario e non a quello di sistema vede, per questo è stata ancora una volta confermata l’intenzione di escludere USB dal tavolo per poter chiudere al più presto con persone conniventi la discussione che poi sarà più difficilmente modificabile, specie quando saremo divisi in più piccole aziende sotto ricatto.

Noi di USB siamo oggi invitati al tavolo nazionale delle riforme del settore aereo che nelle previsioni dell’attuale governo porterà ad un nuovo e totale riassetto del sistema ed ad una nuova stesura del CCNL Trasporti di cui potremmo così diventare firmatari, rendendo chiaro come successivamente alla parte generale potremmo essere gli unici tra i sindacati Techno Sky a sedere ai tavoli negoziali nazionali di ENAV rimettendo in discussione tutto, per questo a qualcuno serve confinarci in un CCNL blindato prima che ciò accada.

Il nuovo dirigente Ranieri ha anche affermato che tre mesi fa, quando era ancora in ILVA, era già pronto a firmare l’accordo preparato da Calenda e per il quale CGIL, CISL e UIL avevano già dato parere favorevole chiudendo molto prima e meglio la questione, ma aveva fatto le valige andandosene quando le mutate condizioni politiche non lo avevano permesso e lo stesso farà con ENAV se non riuscirà nel suo intento.

Quello che sappiamo noi è che tre mesi fa nell’accordo preparato da Calenda c’erano 4.000 licenziamenti sul tavolo e solo grazie ad USB, che in ILVA è molto forte, non è stato firmato per farlo, invece in calce ad un nuovo contratto senza alcun licenziamento, il ripristino dell’articolo 18 e la salvaguardia dei diritti dei lavoratori per tutti.

Anche in Techno Sky c’è USB, quindi suggeriamo di mettere le valige in soffitta troppo in fretta…

Il nostro primo e più grande nemico sono le divisioni al nostro interno e le false notizie che vengono prodotte, qualcuno oltre a noi vi ha chiesto di scioperare per l’internalizzazione e poi, al contrario di noi, siede soddisfatto con la DA a discutere solo del proprio pensionamento, altri affermano ancora oggi “siamo in ENAV”, proprio mentre ENAV ci sta espellendo definitivamente: essere felici delle prospettive fornite durante la riunione dalla DA comporta solo due possibilità, o si è ingenuamente stupidi o si è vilmente interessati.

Due anni fa la DA era disposta a pagare per applicare il nuovo CCNL, l’anno scorso doveva essere a costo zero e quest’anno dovrà essere pagato dai lavoratori con mobilità, precarietà, aumenti di carichi di lavoro, condizioni inferiori e ricatti per il futuro e le nuove assunzioni e questo è spacciato per un passo avanti di cui essere felici.

Chi ci segue e crede che sia finalmente ora di cambiare e chiudere la partita è avvertito: ora più che mai serve un sostegno effettivo al nostro progetto, abbiamo già scioperato a ferragosto dimostrando che sappiamo il fatto nostro, se qualcuno vuole prendere impegni familiari o con gli amici per Natale e Capodanno si accettano richieste e prenotazioni.

25/09/2018

Coordinamento RSU USB Techno Sky Nazionale

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