SCADE IL DIRITTO PER METASALUTE: DILETTANTISMO O TRUFFA?

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Il 3° paragrafo dell’articolo 5, WELFARE AZIENDALE, dell’accordo di armonizzazione cita: “Relativamente al Fondo Metasalute le Parti concordano che il personale attualmente iscritto al fondo stesso potrà, dietro espressa richiesta, mantenere la propria iscrizione assumendosene gli oneri in misura completa. L’Azienda a tal fine concede la propria disponibilità solo ed unicamente a trattenere gli importi mensili previsti per versarli al Fondo Metasalute“.

Al contrario, MetaSalute, fa sapere in questi giorni che “l’adesione al Fondo mètaSalute di tutti i lavoratori del comparto metalmeccanico sia a totale carico dell’Azienda” e quindi che “il Fondo mètaSalute non può, pertanto, accogliere e mantenere l’adesione di lavoratori- e dei familiari fiscalmente a carico- che non rispetti tale precisa prescrizione contrattuale“.

Una svista?

Secondo MetaSalute non sarebbe così poichè specifica: “ancorché derogata in accordi aziendali sottoscritti dalle medesime sigle sindacali firmatarie del CCNL sopracitato, come nel caso del Verbale di Accordo- punto 5 “Welfare Aziendale”- sottoscritto il 26.10.2018 tra la Techno Sky SRL e le Organizzazioni Sindacali di rappresentanza dei lavoratori“.

Inoltre sarebbe stato strano che una quota fiscalmente detraibile dall’Azienda fosse pagata dai lavoratori generandone un indebito vantaggio fiscale, quindi è compatibile che sia le “medesime sigle sindacali firmatarie del CCNL sopracitato” che l’Azienda, sempre molto attenta a queste cose, ne fossero consapevoli, configurando una specie di truffa ai danni sia dei lavoratori che di Stato e MetaSalute.

É del 12 novembre 2018 una mail fatta circolare poi dalla DA in tutte le sedi che ha come titolo “BASTA FAKE NEWS e basta anche con gli insulti !“, ebbene, queste non sono fake news e se insulti vi sono stati allora erano rivolti all’intelligenza di chi ha creduto a quella email e le prove sono in continuo arrivo.

Qualcuno obietterà che si tratta di ben poca cosa, anche questo è vero, solo pochi dipendenti avevano conservato l’iscrizione pagando di persona tutti gli  altri sono comunque assicurati con la “vecchia” assicurazione che nelle previsioni dello stesso articolo 5 sopracitato dovrà essere “migliorativa rispetto a quella attuale“. Vediamo l’articolo: Relativamente alla polizza sanitaria aziendale l’Azienda si impegna a garantire a proprie spese una copertura assicurativa che sia migliorativa rispetto a quella attuale. A tal fine essendo viva la procedura di gara necessaria alla determinazione della stessa, l’Azienda si impegna a dare tempestiva informativa sull’andamento della procedura di approvvigionamento“.

Ebbene, ad oggi non c’è stata nessuna informativa aziendale, mentre le indiscrezioni ci dicono che la gara per l’approvvigionamento sarebbe in corso e che non stia andando tanto bene, con premi raddoppiati e garanzie dimezzate, ma si sa,  come al solito sono false e tendenziose e noi aspettiamo i fatti prima di esprimerci.

Comunque sia certamente le cose non stanno andando come previsto e nemmeno come sottoscritto e considerato che vi sono molte lacune ancora da colmare si può pensare solo che chi ha negoziato e sottoscritto i documenti sia stato “ingenuo” e non abbia considerato le reali conseguenze delle proprie azioni oppure che lo abbia fatto consapevolmente.

La cosa certa è che fino ad oggi, curiosamente, ogni cambiamento sta andando immancabilmente a danno dei dipendenti ed a favore dell’azienda rendendo davvero sempre più difficile continuare a credere a delle semplici coincidenze.

Secondo il dizionario Treccani la parola “truffa” è così definita: s. f. [dal fr. ant. trufe, provenz. trufa, propr. «tartufo», e per traslato non bene spiegato «burla, inganno»], il codice penale, invece, la definisce così all’articolo Art. 640: “Truffa – Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno“.

Noi non sappiamo se ai negoziati erano presenti dilettanti o truffatori, sappiamo solo che Papa Pio X diceva che “a pensare male degli altri si fa peccato, ma si indovina“, quindi noi, senza polemica alcuna, osserviamo i fatti e restiamo in attesa di poterci organizzare, chi ci legge sa come fare a darci forza.

Per completezza riportiamo di seguito la lettera di MetaSalute arrivata in questi giorni per email, alla prossima.

Roma,24 Aprile 2019

                      DECADENZA ADESIONE AL FONDO mètaSalute

Gentile Iscritto/a,

l’art.16 del CCNL per l’Industria Metalmeccanica e dell’installazione di impianti prevede che la contribuzione-pari a 156,00 euro annui- dovuta per l’adesione al Fondo mètaSalute di tutti i lavoratori del comparto metalmeccanico sia a totale carico dell’Azienda.

Il Fondo mètaSalute non può, pertanto, accogliere e mantenere l’adesione di lavoratori- e dei familiari fiscalmente a carico- che non rispetti tale precisa prescrizione contrattuale ancorché derogata in accordi aziendali sottoscritti dalle medesime sigle sindacali firmatarie del CCNL sopracitato, come nel caso del Verbale di Accordo- punto 5 “Welfare Aziendale”- sottoscritto il 26.10.2018 tra la Techno Sky SRL e le Organizzazioni Sindacali di rappresentanza dei lavoratori.

Siamo, pertanto, con la presente a comunicarLe la decadenza dalla Sua iscrizione al Fondo -e quella dei Suoi familiari a carico iscritti gratuitamente – dal 1° maggio 2019.

L’accesso alle garanzie previste dal Suo Piano Sanitario di riferimento sarà garantito, pertanto, sino al 30 aprile 2019.

I lavoratori che al momento dell’iscrizione al Fondo abbiano scontato un periodo di carenza, godranno, invece, di ulteriori 4 mesi di copertura a decorrere dal 1° maggio 2019.

Si precisa, infine, che i familiari NON fiscalmente a carico, regolarmente iscritti al Fondo e per i quali è stato correttamente versato il MAV, avranno accesso alle prestazioni sanitarie sino al 31 dicembre 2019, come predisposto dal vigente Regolamento del Fondo mètaSalute.

Cordiali saluti,

Fondo mètaSalute