FARE PACE CON IL CERVELLO È POSSIBILE, MA SOLO SE LO SI POSSIEDE

Dopo un lungo silenzio stampa sull’argomento elezioni RSU di Milano Linate, per non disturbarne le operazioni con polemiche inutili, è arrivato il momento di toglierci qualche sassolino dalle scarpe.

Mentre tutti gli altri rappresentanti sindacali erano impegnati a capire come i loro sindacati gli avrebbero permesso di interagire con una DA che non riconosce più nessuno, al punto che alcuni di loro hanno persino indetto uno sciopero dove rivendica “assenza di agibilità e paritetici diritti di rappresentanza, rappresentatività e Relazioni Sindacali per i lavoratori ex-metalmeccanici della controllata Techno Sky nei corrispettivi Organismi sindacali del Gruppo ENAV definiti alla Sezione ATM del CCNL Trasporto Aereo”, in altre parole stavamo meglio quando stavamo peggio (e lo hanno persino chiesto loro), noi ci cimentavamo nel rinnovo delle RSU a Milano Linate per mantenere la rappresentatività popolare che da sempre abbiamo e che è l’unica che noi vogliamo, ovvero rappresentare solo i lavoratori e non una struttura che dietro il nome di “sindacato” nasconde un’azienda che sopravvive svendendo diritti dei lavoratori mediando o servendo le Direzioni Aziendali che invece che controparti sono a tutti gli effetti partner.

Per fare ciò la RSU uscente USB di Milano Linate ha avviato a novembre 2019 la procedura di rinnovo prevista nell’accordo interconfederale CGIL CISL e UIL, dapprima inviando la lettera di rito alle organizzazioni firmatarie e poi procedendo autonomamente a norma di regolamento che vale la pena di ricordare essere CONFEDERALE, ovvero né metalmeccanico né trasporti, ma valido per qualsiasi settore merceologico contrattuale.

LA SINDROME DEL METALMECCANICO

Dopo il passaggio contrattuale è stato evidente che metalmeccanico o trasporti se non ti cag@no non ti cag@no e che la sindrome del metalmeccanico era una malattia che affliggeva, ed in qualche caso ancora resiste, solo pochi oligocefali e che se “prima” qualcuno almeno fingeva di ascoltarci, oggi non fa più nemmeno quello… ma non recriminiamo, per noi metalmeccanici, trasporti, commercianti od altro quello che conta sono sempre stati i contenuti, che noi purtroppo sapevamo già non essere così positivi come venivano presentati.

Ecco quindi che, in continuità di azione, a Milano Linate sono state indette le elezioni, quello che è successo è ormai scolpito nella storia:

FILT CGIL

ha risposto per prima proponendo un candidato ed un commissario, salvo poi contestare la candidatura di altri soggetti (forse volevano correre da soli), dimettere il commissario e ritirare la candidatura facendo ricorso per “vizi procedurali e di forma”, molti dei quali prodotti da loro stessi, il tutto contro per evitare che il personale potesse andare a votare democraticamente, atteggiamento molto più fascista che di quella sinistra di cui vorrebbero far credere di essere gli unici depositari;

FIT CISL

dopo aver disperatamente cercato senza successo candidati da proporre, ha deciso di nominare contro ogni regola (ma le conoscono?) un commissario dipendente da un’altra azienda che poi non si è nemmeno presentato alle riunioni ed infine ha fatto ricorso per gli stessi “vizi procedurali e di forma” della CGIL, un classico copia incolla, tanto già la FILT aveva evidenziato anche i loro errori;

UGL TA

ha proposto due candidati ed un commissario che ha prima contestato da solo una candidatura accettata dagli altri, poi ha aggiunto all’ultimo momento uno scrutatore che insieme al proprio commissario ha rifiutato di costituire il seggio, poi il commissario si è dimesso, poi hanno invitato tutti a non votare, poi sono andati loro stessi a votare in massa, infine hanno fatto dimettere lo scrutatore e contestato il tutto facendo un fantasioso ricorso nel quale ai “vizi procedurali e di forma” già indicati da FILT e FIT hanno aggiunto regole proprie inventate, insomma più che fare pace con il cervello dovrebbero ripulirlo dalla robaccia che lo occupa interamente ed evitare a tutti inutili discussioni e perdite di tempo;

UILT

è quella che proponendo un candidato all’ultimo momento ed in modo maldestro ha provocato le polemiche e le liti degli altri per poi restare a guardare cosa accadeva, tanto se le elezioni non fossero andate a buon fine e fossero decadute le RSU loro avrebbero sempre potuto nominare una propria RSA al pari degli altri che forse avevano proprio questa intenzione con i loro tentativi di far fallire le votazioni, un atteggiamento decisamente molto democristiano, qualunquista e complice per il quale non si può nascondere il disappunto;

USB

in ultimo, ha avviato la procedura, nominato un commissario e tre candidati, ha pazientemente ascoltato tutti ed accettato il confronto con tutti senza polemizzare ed ha permesso lo svolgimento delle elezioni nel massimo della legittimità e legalità possibile nella confusione che si era creata, garantendo ai lavoratori trasparenza, supervisione e sportività.

UN RISULTATO CHIARO ED INEQUIVOCABILE

La risposta dei lavoratori ed il risultato elettorale è stato però inequivocabile: 53 dipendenti su 63 aventi diritto si sono recati alle urne, hanno votato e nessuno, ripetiamo nessuno, ha contestato in alcun modo il risultato, con ricorsi che hanno invece contemplato solamente la forma, per altro viziata dagli stessi ricorrenti, con il quale è stato ottenuto.

Ad USB sono così andati 28 voti, conquistando la maggioranza assoluta dei votanti, a UILT 17 voti, guarda caso proprio al candidato che gli altri non volevano in gara, e, dopo aver detto a tutti di non andare a votare ed essersi poi essi stessi presentati in massa a farlo, ad UGL TA 6 voti, una scheda bianca ed una nulla.

Alla fine ad USB sono stati assegnati 2 seggi, confermando i rappresentati uscenti, a UIL 1 seggio, che questa volta con il suffisso T dei trasporti è tornato allo stesso candidato UIL che lo aveva perso tre anni fa, mentre UGL TA è definitivamente scomparsa, sia come RSU, dopo che sulla scia dell’onda emotiva per il passaggio contrattuale aveva strappato il seggio alla UIL, che come RSA, le cui nomine sono state rifiutate formalmente dalla DA essendo già presenti in azienda le RSU.

È FINITA?

Sarebbe bello, ma vedremo, per ora, trascorsi 10 giorni dalle contestazioni, così come vuole il regolamento confederale sulle RSU, le nomine sono state trasmesse alla DA e sono state recepite, nessuno però può mai cantare vittoria, dato che dopo aver generato tanta confusione a Milano Linate ora i confederali FILT CGIL, FIT CISL e UILT si giocano un’altra carta per azzerare le rappresentanze unitarie incontrandosi con la DA per un altro accordo specifico sulla rappresentanza.

Non potendo sottomettere i lavoratori con la competizione democratica lo fanno con le regole da loro stesse scritte facendo inizialmente scadere tutte le RSU in carica per un “rinnovo collettivo” da loro gestito e la cui ratio, a meno di non pensare male, non è ben chiara.

Quello di cui siamo sicuri, invece, è che non avevamo bisogno di tutte queste distrazioni né prima né mai e che questa apparente guerra tra sindacati non è utile a nessuno ed ha già messo in evidenza i primi risultati.

NOI SIAMO DIFFERENTI

Noi abbiamo scelto di uscire da questo sistema e di confluire in un sindacato libero da questi vincoli proprio per sottrarci a queste distrazioni e questa dittatura, noi non siamo per un sindacato unico, che sarebbe un grave atto di arroganza contro democrazia e pluralismo, ma per dare a tutti l’opportunità di riscattarsi svincolandosi dai legami che ormai i sindacati tradizionali hanno con la DA che li mantiene e li ricatta.

Noi abbiamo scelto USB che come sindacato di base fornisce la base ed il supporto legale lasciando a noi l’iniziativa sindacale senza inutili funzionari da mantenere nell’esclusivo interesse dei lavoratori che rappresenta, per questo noi andiamo avanti chiedendo ed offrendo a tutti collaborazione e trasparenza, a noi non interessa il teatrino che si recita “ai tavoli” di una DA che oggi non finge nemmeno più di considerare le rappresentanze dei lavoratori e che dialoga solo con funzionari e burocrati che “mandano avanti la baracca sindacale” svendendo diritti che fingono di difendere e che invece negoziano con la controparte aziendale.

Noi siamo differenti, essere metalmeccanici o trasporti è un falso problema di altri, noi siamo solo lavoratori che stanno con i lavoratori e solo per i lavoratori.

Disuniti si perde, basta dare un’occhiata alla nostra storia recente.

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