PAROLE PAROLE PAROLE…

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Sono usciti i turni di servizio per il quadrimestre estivo.

Da questi si evince come nessuna delle richieste da noi avanzata è stata accolta.

Dopo aver perso due mesi senza uno straccio di pianificazione o strategia, con reiterate violazioni del CCNL piegandolo ad esigenze di puro risparmio sul costo del personale, ora si continua con l’unico obiettivo di utilizzare questo tempo preziosissimo per far consumare a tutto il personale le ferie, questa volta non più arretrate.

Le parole quelle aziendali se le porta via il vento e il momento critico di ENAV lo pagano principalmente e quasi unicamente i suoi operativi che sono il core business ed i principali artefici dei risultati ottenuti e non solo in termini economici.

Nessuno o pochissimo spazio per politiche attive di safety. Nessun programma sulla professionalizzazione.

Pochissimo su l’aggiornamento continuo.

Evidentemente queste attività vengono viste come meramente accessorie, mentre noi le riteniamo da sempre fondamentali, oggi ancora di più.

Miopia? Immobilismo?

Forse entrambi.

Questi sono gli ultimi colpi di coda di un cda dimissionario che a breve cederà il passo a chi si dovrà occupare di ricostruire dalle macerie, in tempo di crisi.

Non vogliamo fare allarmismo ma questo approccio, che appare a noi nuovo e a tratti sconcertante, è un déjà-vu, infatti molto spesso lo scarico delle ferie e di tutti gli altri istituti previsti da contratto per fare cassa è propedeutico a ben altre iniziative di riduzione del salario, accesso ad ammortizzatori sociali, contrazione dei diritti e flessibilità della prestazione lavorativa.

Questa visione oltre a mortificate il personale operativo che ha sempre dedicato anima e corpo alla risoluzione dei problemi operativi assume il sapore della beffa, violando il principio base che le ferie debbono essere concordate con il lavoratore per permetterne il recupero psicofisico, cosa mai avvenuta negli anni passati a causa della cronica mancanza di personale.

Ma non gettiamo la spugna, e in questo contesto in cui ci sembra di parlare al vento, rilanciamo, sollecitando l’azienda a prendere seriamente in considerazione la possibilità di dare il via a quella ristrutturazione degli spazi aerei fondamentale per rendere più efficiente l’uso dello spazio aereo in funzione dei principi introdotti dal FRAIT che tanto sudore è costato a tutti i CTA “sul pezzo” soprattutto nelle due estati appena passate.

Ecco un estratto dal documento Roma 2030 sul quale lavoriamo e che è già a conoscenza dei quadri aziendali locali per poter iniziare un confronto sui temi contenuti:

  1. Formazione di un bacino di xxx persone che collaborino con i vari reparti, a valle di una appropriata formazione, partendo dal principio che l’età anagrafica (prevale il più anziano), o la perdita di requisiti psico-fisici per il mantenimento della licenza, sia criterio preferenziale d’accesso alla collaborazione; lasciando allo stesso tempo la possibilità di collaborare pur operando in sala in regime di H35;
    .
  2. nuovo disegno spazio aereo FRAIT secondo il principio di settori a forma quadrangolare e senza la necessità che i limiti laterali dei settori Upper coincidano con quelli dei settori Lower b;
    b1)         istituzione di un gruppo di studio formato da personale operativo in un numero di unità concordato che realizzi il nuovo disegno di spazio aereo in un arco temporale concordato;
    .
  3. divisione delle specializzazioni in Upper e Lower come conseguenza di quanto al precedente punto b).

È chiaro che questo vuole essere solo uno spunto di riflessione per quella parte di azienda che saprà coglierne lo spirito propositivo, votato alla professionalità, e da inserire in un progetto molto più ampio di ammodernamento ed efficientamento che parte dal succitato “Roma 2030” e sul quale continuiamo a lavorare.

Crediamo sia estremamente più produttivo per il conseguimento della mission aziendale, del benessere dei dipendenti e per pianificare un futuro comune, ricco di sfide e soddisfazioni, rendere più flessibili ed efficienti gli spazi aerei e i nostri strumenti di lavoro piuttosto che rivolgere queste attenzioni “contro” il personale operativo.

Tutto ciò per gettare le basi di una futura ENAV, che lo ricordiamo ancora una volta, ha come principale e più importante patrimonio, non immobili, ma la grande professionalità dei propri dipendenti, che erano e restano ancora oggi la vera risorsa della nostra azienda e non un capitolo di spesa da tagliare giorno dopo giorno!!!

Auspicando un confronto con tutti nel merito, ci auguriamo che queste non rimangano solo parole.

Parole parole parole, soltanto parole…

Roma 20 maggio 2020

RSA USB Roma ACC

 

Allegati:

2020 05 20 – Comunicato RSA ENAV Roma ACC

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