SILENZI

Lajatico, Il Teatro Del Silenzio - Adattamento da Nuada / Dominio Pubblico

Un silenzio assordante accompagna il lento incedere verso la ripartenza. Lo stesso silenzio protagonista dei mesi di lockdown, fatto salvo per qualche poco credibile acuto, squillato quando oramai era troppo tardi. Oggi ci troviamo ad evidenziare delle criticità che confliggono con i mantra che da tempo andiamo recitando nel silenzio delle sale operative. Si fa un gran parlare del fattore umano di questi tempi a maggior ragione dopo l’avvento del regolamento 373 di cui ci riserviamo la trattazione in un momento successivo.

Ci premeva sottolineare come oggi la gestione dell’operativo non tenga nella dovuta considerazione gli aspetti di stress e affaticamento attuali anche alla luce del periodo a cui tutti noi siamo stati sottoposti. Le misure di lockdown sono state di per sé molto faticose e stressanti, restare chiusi in casa, gestire famiglia, bimbi piccoli, genitori anziani, smart working etc. etc. per tutti.

Ancora di più, per noi operativi che al pari di altre categorie che svolgono dei servizi essenziali garantiamo la continuità del servizio con la medesima professionalità e sicurezza a prescindere dal numero di aerei da controllare.

Tutto ciò a dire che osserviamo un’attenzione solo formale alla questione “fattore umano”, ma nei fatti constatiamo una scarsa considerazione dello stesso e della sua importanza nell’organizzazione del nostro lavoro.

Abbiamo chiesto “formazione” e ci troviamo a dover sostenere un corso di Aviation English sul quale ci sentiamo di avanzare delle perplessità sia nel merito che nel metodo. Nel merito perché nell’e-learning propostoci non intravediamo quei connotati di novità che contribuirebbero ad una crescita professionale del personale operativo; nel metodo perché le istruzioni organizzative che ci aspettavamo di ricevere, a quanto pare, ci sarà dato scoprirle solo una volta arrivati in turno, e questo ci spinge a sollevare dubbi sull’uniformità di somministrazione del corso stesso a tutti i lavoratori.

Abbiamo chiesto attenzione alla salute psicofisica del personale operativo e di tutti i dipendenti e, invece, ci viene somministrata una visita medica di idoneità che ha il sapore della beffa. Non crediamo che sia opportuno inviare a visita una collega o un collega dopo essere montati per il turno di servizio; le possibili ripercussioni negative sono molteplici e ne enumeriamo solo alcune:

  • montare a digiuno per poi procedere alle analisi del sangue;
  • correre il rischio che la sessione lavorativa svolta infici l’esito degli esami (conosciamo tutti molto bene il livello di stress al quale è sottoposto un CTA nello svolgimento delle operazioni);
  • tornare in servizio in un potenziale stato di agitazione nell’eventualità gli esami evidenziassero malauguratamente delle anomalie nella condizione di salute del lavoratore.

Siamo consapevoli delle attuali difficoltà ad effettuare la visita medica presso i consueti centri dato l’affollamento, ma chiediamo qualora i CTA ne facessero richiesta di poter effettuare la visita medica al di fuori del turno di servizio.

Abbiamo proposto in un nostro precedente comunicato di implementare una piattaforma per la fruizione dei contenuti operativi in maniera snella e funzionale ed invece siamo fermi alla comunicazione in email aziendale.

Abbiamo chiesto a gran voce di pianificare simulazioni atte a mantenere alto il livello delle skills operative in questa fase di pressoché totale assenza di traffico ed anche in questo siamo rimasti inascoltati, dal momento che i soli colleghi ai quali è stata pianificata una SIM sono coloro che avevano da recuperare ore di addestramento continuo.

Abbiamo proposto di intervenire sulla funzionalità, la salubrità ed il decoro degli ambienti di lavoro e, solo per chiudere con una risata amara, ci ritroviamo un bidone dell’acqua potabile a bloccare la fotocellula del montacarichi al terzo piano dell’edificio a noi più caro, in onore alla migliore tragicommedia.

Abbiamo analizzato la turnazione messa in piedi per fronteggiare questa estate “atipica” e non vogliamo contestarne la aderenza ai dettami del CCNL ma piuttosto evidenziare ancora una volta la scarsa attenzione rivolta al personale operativo. Una ciclicità di turno che sviluppa quattro notti al mese e due rientri dopo lo smontante notte è sicuramente più stressante e faticosa rispetto ai turni a cui siamo abituati a prescindere dalla quantità di traffico attuale e che comunque è destinata a crescere.

Non era, o non è possibile soddisfare le esigenze operative di Roma ACC in altro modo?

Noi crediamo di sì.

Vorremmo sentire vicino chi ci gestisce con informative puntuali, con circolari esplicative, con un più frequente confronto attivo, ed invece c’è un silenzio assordante a riempire le giornate della sala operativa.

Roma, 05 giugno 2020

RSA USB Roma ACC

 

Allegati:

2020 05 06 – Comunicato RSA Roma ACC

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