DALLA CARENZA DI PERSONALE ALLE FERIE FORZATE, QUALCOSA NON VA

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SICUREZZA AL VOLO A FISARMONICA

Quando si tratta di obbligare il personale a smaltire ferie con la scusa di una pandemia, che con le ferie del personale non c’entra nulla, pare che le problematiche legate alla garanzia della continuità del servizio non siano più importanti.

Solo a dicembre, quando poteva andare in vacanza e/o trascorrere le giornate con in propri cari, il personale tecnico di ENAV, oggi tutto confinato nella società ombra Techno Sky, si era visto negare le ferie per mancanza di sufficiente personale a coprire i turni, ora, con una scusa assurda e nonostante le esigenze operative che non sono legate al traffico non siamo venute meno, sono obbligati a farle coattivamente.

Un danno doppio perché sono costretti a trascorrerle quando non lo avrebbero voluto comunque e praticamente a casa propria, dato che il turismo è escluso dalla pandemia, ma quello che è peggio è sicuramente la beffa: per obbligarli a casa le esigenze di servizio non sembrano essere più le stesse, la sicurezza e l’affidabilità degli impianti che a dicembre non potevano essere derogate nemmeno per un’ora oggi sembrano essere totalmente escluse dalle valutazioni.

Ovviamente la nostra protesta non è stata ancora ascoltata, per questo la porteremo nelle stanze superiori, alla nostra richiesta di incontro la DA non ha risposto per timore di dover discutere con noi, ora dovrà accettare di discutere con noi di fronte alle istituzioni, per questo abbiano inoltrato la richiesta della seconda fase della procedura che porterà agli scioperi del personale.

PERCHÉ SCIOPERARE ORA

Tutti sanno che ENAV non parla con USB, questo perché non “riconosce” USB come interlocutore sindacale ed è ovvio, chi è scomodo viene evitato, per questo serve un segnale forte che non sia quello di sedersi ai tavoli a cedere diritti, ma quello di dire basta con questa modalità di continua cessione ed arretramento.

Se dopo l’accordo sulle ferie forzate anche se non vi è alcuna ragione operativa avete ancora dei dubbi, allora non possiamo aiutarvi, ma se è venuto il momento di far sentire la voce di tutti e non solo finte lamentele con i lavoratori per poi aderire alle richieste aziendali un poco alla volta, così da far sentire meno dolorosa la fregatura, allora scioperate con noi.

Sappiamo bene che il nostro sciopero non ha mai avuto visibilità esterna e quindi non cambierà nulla anche con l’attuale traffico quasi azzerato, ma cambierà molto se aderiranno in molti e non i soliti Milano Linate e Milano Malpensa, dove tre “pazzi” sono usciti dai sindacati confederali tradizionali in tempi non sospetti per poter esprimere liberamente un pensiero che veniva sistematicamente soggiogato agli interessi aziendali in un sodalizio con strutture sindacali nazionali conniventi.

Scioperare ora significa dare un segnale interno forte: siamo stanchi di essere presi in giro.

UN TESTO CHE AVREMMO VOLUTO SCRIVERE NOI

Potremmo scrivere molto su cosa deve fare un sindacato, ma una recente lettera di dimissioni di un ormai ex RSA Trasporti ed ex RSU Techno Sky ha descritto così bene la cosa che non solo avremmo voluto scriverla noi, ma riteniamo di doverne pubblicare una sostanziosa parte, epurata dai riferimenti privati, perché contenente quella stessa forza, passione e buona fede con cui noi siamo passati ad USB per poter continuare a lottare senza i grandi vincoli imposti dai sindacati “riconosciuti”, ormai del tutto incapaci di difendere la base.

Non siamo felici di queste dimissioni che al contrario segnano come oggi più che mai sono necessari unione ed obiettivi comuni dichiarati e certi per non perdere anche gli ultimi diritti rimasti e non intendiamo fare torto a nessuno diffondendone l’intensità del testo, anche perché molti di voi l’hanno già avuta tramite una delle varie chat nelle quali è stata diffusa in modo anonimo e della quale manterremo l’anonimato recependone solo i contenuti solidali, in questo siamo compagni nello spirito che dovrebbe animare un sindacato e per questo ci auguriamo che anche questo compagno decida di aderire non solo virtualmente alla nostra causa che è esattamente quella che lui descrive nella sua lettera.

La scelta per noi era ed è rimasta se continuare a sedersi a tavoli inutili e spesso deleteri nel tentativo di salvare qualcosa dall’interno od uscire dagli schemi per combattere liberamente, noi abbiamo scelto la seconda strada in tempi non sospetti, per questo attendiamo ora a braccia aperte chiunque in coerenza di buona fede si accorga oggi di non avere più altre alternative con confederali “riconosciuti” ma lontani dalla base e vorrà diventare nostro compagno anche nella lotta.

Di seguito l’estratto della lettara:

Il passaggio” dai metalmeccanici ai trasporti “ha certamente fatto emergere un sindacato diverso da quello che ho sempre conosciuto. E che cosi come opera, calpesta alcuni degli stessi principi fondanti (omissis – si cita un sindacato).

Non potevo più chiudere gli occhi o peggio, partecipare a certi teatrini che si consumavano sopra le spalle dei lavoratori, quelli più deboli o quelli che si oppongono ai soliti despoti del momento”.

Questi che seguono sono i principi, a mio parere imprescindibili che non ritrovo più (omissis – si cita un sindacato):

  1. Il sindacato deve essere sempre a fianco dei più deboli e deve sostenere tutte le battaglie possibili al fine di salvaguardarli. Le azioni sindacali NON DEVONO “accontentarsi” del male minore ma devono far sì che sia condiviso equamente quel “male” fra tutti.
  2. Non ci può essere alcuna trattativa sindacale se prima non vengono rispettate, dall’azienda, tutte le norme e le direttive sulla Sicurezza sul Lavoro.
  3. Il Sindacato deve supervisionare e garantire le politiche aziendali, fare in modo che rispettino il diritto dei cittadini di volare sicuri e di garantire che gli standard di sicurezza non dipendano dal numero dei voli. Visto che il nostro lavoro è un servizio pubblico, per cui il diritto di sciopero è regolamentato è nostro diritto ma anche dovere denunciare politiche o azioni che vanno contro gli interessi dei cittadini e dei lavoratori.
  4. Il sindacato deve sostenere esclusivamente modelli democratici di rappresentanza ed avere nel proprio interno dirigenti eletti, trasparenti, competenti, aperti al confronto e rispettosi di tutte le voci, anche quelle fuori dal coro.
  5. I rappresentanti dei lavoratori, a qualsiasi livello, non devono mai sottrarsi al confronto e al dialogo e ogni decisione presa va sempre spiegata e motivata affinché i lavoratori possano valutare l’operato e le conseguenze di tali decisioni.
  6. I rappresentanti non devono sostenere o agire per interesse del loro gruppo perché opererebbero una discriminazione verso terzi.
  7. Non ci si può confrontare con un’azienda in cui ci sono dirigenti che raggirano gli accordi sindacali o discriminano alcuni lavoratori per propri interessi.
  8. Il sindacato deve vigilare affinché i lavoratori siano tutti equamente formati ed abbiano le giuste competenze, le tutele e le direttive per l’incarico svolto.
  9. Il sindacato deve vigilare affinché i lavoratori non siano sufficientemente preparati per essere esposti a rischi, incarichi e responsabilità durante le attività lavorative da svolgere.
  10. Il sindacato non deve sostenere rappresentanti o dirigenti sindacali che non ricevano il consenso della maggioranza dei lavoratori, quelli che operino autonomamente, che non si confrontino o non riconoscano in forma sincera gli organismi rappresentativi dei lavoratori.

Spero che queste poche righe possano creare un momento di riflessione e aiutare il sindacato e i lavoratori onde evitare che in futuro altri come me intraprendano lo stesso triste percorso (omissis – seguono saluti)”.

Parole che a noi hanno fatto riflettere e che speriamo possano essere davvero uno spunto per tutti, saremo onorati se questo compagno vorrà unirsi a noi senza rinnegare nulla del passato e dimostrando di aver sempre agito in buona fede, non crediamo sia importante il colore della bandiera, ma solo il cuore di chi la regge:

Non credo che siamo stretti parenti, ma se Lei è capace di tremare d’indignazione ogni qualvolta si commetta un’ingiustizia nel mondo, siamo compagni, il che è più importante.
Ernesto Guevara De La Serna detto “il Che”

 

Allegati

2020 06 08 Seconda Fase Vertenza Techno Sky

2020 06 08 Convocazione MinLavoro

2020 06 09 – Comunicato TS

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