“LA VERA CRISI È LA CRISI DELL’INCOMPETENZA”

Nel momento in cui vediamo crescere esponenzialmente la curva dei contagi la pressione e lo stress collegato aumenta di pari passo ma sembra non interessare a chi dovrebbe alzare la guardia. A chi deve portare la nave in acque più tranquille.

Siamo in mezzo alla tempesta, e la nave imbarca acqua: il sistema di tracciamento dei contagi è quasi al collasso, le Asl non ce la fanno a tenere il conto nei nuovi focolai, i tamponi non bastano, si fanno pochi screening di comunità e il nostro management non sembra interessato a riparare tempestivamente la nave e traghettare tutti in un porto più sicuro.

Lo abbiamo già detto ma non ci stanchiamo di ripeterlo:

IL MERO ADEGUAMENTO AI DPCM NON È TUTELA DELLA SALUTE

In ogni contesto lavorativo sentiamo ripetere come fosse un mantra “la salute prima di tutto “, ma chi deve decidere come tradurre questo mantra in pratica e azione si nasconde dietro le difficoltà della gestione della pandemia.

È nelle difficoltà che si valuta la qualità di una dirigenza  e nel nostro caso esso sembra non rendersi ancora conto della gravità della situazione.

In una situazione pandemica ormai da far tremare i polsi, Solleviamo ancora una volta le questioni che ci preme risolvere al più presto e per le quali non basta un generico interessamento della direzione, ma pretendono un rapido confronto reale e soluzioni concrete in breve tempo a tutela prima in primis di tutti i lavoratori e delle loro famiglie, ma che consentirebbero allo stesso tempo una maggiore resilienza di tutto il sistema, che ricordiamo ancora una volta non può permettersi di collassare:

  • È necessario aumentare gli spazi a disposizione del personale operativo per evitare assembramenti nelle pause (al CRAV di Roma quasi inevitabili durante quelle serali a cavallo della cena per la chiusura della mensa);
  • È altrettanto necessario riaprire la mensa anche negli orari serali, anche solo come spazio per consumare i pasti;
  • Bisogna prevedere sanificazione periodiche dei locali aziendali, per ovvie ragioni;
  • Si deve fare il controllo della temperatura in ingresso a tutto il personale che interessa i locali aziendali con gli ormai famosi termo-scanner
  • Riattivare a garanzia di tutti e della continuità operativa i cluster e contemporaneamente effettuare screening di comunità;
  • Sospendere tutte le attività non strettamente connesse all’operatività del servizio in ogni sua parte, è evidente che meno personale nelle strutture aziendali significa minori possibilità di contagio (è lo stesso discorso alla base della rinnovata esortazione del governo ad incrementare lo smart working) ;

Inoltre vogliamo certezze sulle metodiche contenute nel protocollo interno di ENAV nel caso di gestione di un caso positivo in azienda, fare chiarezza, restituirebbe un briciolo di serenità in più al personale;

Siamo pronti a confrontarci sulle soluzioni di cui abbiamo offerto un veloce ventaglio anche alla luce della velocità con cui la situazione sta peggiorando, perché corriamo il rischio di chiudere la stalla quando I buoi sono già scappati.

NON CI SONO PIÙ ALIBI

Bisogna cambiare passo e su questo non faremo sconti a nessuno.

Rivendicare il diritto alla salute ed alla sicurezza sul posto di lavoro è fondamentale, nonostante la crisi, anzi ora è enormemente più importante. Siamo consapevoli che il lavoro da fare è ancora molto, soprattutto se consideriamo le condizioni precarie in cui versano alcune sale operative a testimoniare quello scarso interesse nella cura degli ambienti di lavoro che va avanti da anni, ma non ci spaventa e ci rendiamo disponibili a collaborare fattivamente non solo con la DA, manche con tutti quelli che vorranno agire in questo frangente in cui l’emergenza sta diventando una consuetudine e non si può più perdere tempo come in passato.

CARPE DIEM

Invitiamo tutti a cogliere questa situazione come un’occasione per voltare pagina occupandoci insieme della tutela della nostra sicurezza e della nostra salute aprendoci ad un dialogo reale accogliente delle istanze qui rappresentate, e di quelle che emergeranno, utilizzando quella buona pratica definita come la “diligenza del buon padre di famiglia” perché ci sono madri e padri figlie e figli che nonostante tutto, nonostante la pandemia, nonostante quelli che non fanno nulla o fingono solo di fare, garantiscono 24 su 24 all’interno delle sale operative la continuità  del servizio e portano a casa un carico di ansia preoccupazione ed incertezza (e ci auguriamo niente altro) che è sempre crescente e incide sulla salute, e sulla sicurezza e qualità del servizio.

Il titolo è un estratto del famoso saggio sulla crisi di Albert Einstein che riportiamo.

Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere “Superato”.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e da più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle Nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie d’uscita. Senza la crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c‘è merito.

È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lieve brezze. Parlare di crisi significa incrementarla e tacere nella crisi è esaltare il conformismo, invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.

Albert Einstein – 1929

 

Allegati

2020 10 22 Comunicato la vera crisi – USB LP Grupp ENAV

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